Bici

Una voce dentro, una specie di caporale inviperito che ha fatto il Classico, mi dà la sveglia: “Ma che cazzo hai fatto in questi anni? Non capisci che il castello di nuvole che hai abitato fino a ora si sta squagliando? Non ti rendi conto che stai per battere il culo per terra?”

Con gli occhi bassi faccio il corridoio, non ho neppure la forza di bere il caffeino dell’ostello. Esco, disincaglio il lucchetto dalla grondaia, alzo la gamba come un cane che piscia, mi abbasso sul manubrio e comincio a pedalare.

Prima piano piano, facendomi accarezzare le mani dal freddo; poi con più lena, cercando di “essere” pedalata, provando a schiacciare coi piedi l’angoscia appanicata di uno che, nella vita sua, non quaglia. Sul dirizzone delle ciminiere vado proprio forte, tanto forte che dal freddo mi si grippa un seno paranasale e comincio a sentire un male interno, bruciante, non massaggiabile: un male boia. Continuo stoico, mi riprometto di comprare, domani, la fascetta di pile, sbavo di freddo e fiatone fino a che il male non lo sento più. Inzio invece a sentire il sole, a vedere l’alluminio e il vetro dei palazzi altissimi; un rasta rosso; le vecchiette che adoravano Honeker attraversare a braccetto delle nipoti col piercing; gli alberi; gli arbusti e le panchine. Mi fermo, respiro l’aria ghiaccia e pulita, il moccolo mi cola dal naso come quando avevo sei anni.

2 risposte a Bici

  1. ..lo stesso diaccio boia che mi ha paralizzato il naso e giu giù anche la tega..camminando di buona lena ora ora a sant’agostino..certo non ci avevo ancora pensato.. ma la caduta del muro ci ha fatto conoscere molte cose che prima annusavamo soltanto..anche ‘sto freddo.. che non ce le fa più sentire.
    ciaobbello
    marina (..pistoia..)

  2. Quaglia? Che significa quagliare? Avere un lavoro “dignitoso”? Una famiglia? Una bella casetta contenitore? Quelle sono scelte, solo scelte. Scelte come altre.
    Un giorno un uomo si presentò alla porta di via Camilla, e disse: l’essenza dell’essere umano si manifesta esclusivamente se vengono rispettati due principi: comunicare e creare.
    Tralascio il primo, visto che è un problema comune degli “altri” e mi soffermo sul creare.
    Famiglia, figli, case, carriere scintillanti…quello è scegliere. E creare.
    Ma come esistono altre scelte, esiste anche un altro modo di creare.
    Si tratta solo di trovarlo. Che non è semplice, noi bravi bambini a orecchie basse davanti al caporale famelico, a trovarsi.
    Ma esiste. Ci è solo tenuto nascosto.

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