Arbeit?

A Berlino tanta gente non lavora. In orari d’ufficio si vedono giovani padri portare a spasso i figli; nella mia classe di tedesco, su 18 adulti, solo due persone fanno qualcosa; al parco, capita spesso di osservare uomini fatti praticare, per ore, l’arte del ping-pong. Sarà che qui la vita costa poco, sarà che in molti sopravvivono spaparanzati sulla soglia di povertà grazie ai sussidi statali, ma in mezzo alla folla dei ligi lavoratori che affollano il metrò delle otto, si muove, per strada, nei bar, con un certo agio, il nutrito gruppo dei più o meno giovani nullafacenti.

Distratto da questa atmosfera da Paese di Balocchi, ti scordi che i soldi, comunque, partono e, d’improvviso, devi imparare la frase: “Ich suche fur einen job”.

Rimbalzi varie volte, per problemi linguistici, in ristoranti con qualche pretesa, poi, salite le scale di una pizzerjuola, pronunci La Frase e gli occhi neri della donna non si chiudono, ma si rivolgono a un tipo basso, un po’ discosto. Un paio di minuti di chiacchiere su maccheroni e lievitazione, tradotte dall’inglese al turco, ed ecco il lavoro: sei ore al giorno, tutti i giorni, per quattro euro l’ora.

E così.

Addio cazzari. Addio compagni inconcludenti,

vi lascio con rammarico, ma, di euro,

ne son rimasti venti.

2 risposte a Arbeit?

  1. come si dice dalle nostre (mie e tue) parti, senza lilleri un si lallera!
    baci

    Cate

  2. però bada di non esagerare col lavoro, dosi omeopatiche sennò ti fregano..ciao cumpa’

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